Cascina Casalina

Giuseppe Oglio è un agricoltore atipico, almeno per la Lomellina: uno dei primi a parlare di permacultura, agricoltura naturale e agricoltura selvatica. Un “contadino controcorrente” che  per costruire consensi e poter tornare a lavorare la sua terra è dovuto andare lontano, passando attraverso la creazione delle Fattorie didattiche, il Cnr, il Ministero dell’agricoltura, gli omaggi giapponesi.
Giuseppe non diserba, non concima. Nei suoi campi, convivono in maniera totalmente armonica cereali, legumi, erbe spontanee, insetti, animali. Ai trattamenti e alle manipolazioni per produrre lo sviluppo genetico del riso, contrappone un metodo di agricoltura naturale, rigorosamente legato alla stagionalità, nel quale la selezione delle sementi avviene a partire da antiche varietà autoctone, secondo la naturale vocazione del terreno ad ospitare la pianta. Il lavoro di semina avviene solo ed esclusivamente a spaglio.
Le colture crescono e maturano ricorrendo esclusivamente alle energie del terreno, senza alcun aiuto esterno.
Normalmente un riso Carnaroli raggiunge quasi i due metri di altezza. Quello di Giuseppe, per assenza di trattamenti e concimazioni, raggiunge il metro e venti. La crescita non è direttamente proporzionale al benessere e nemmeno alla memoria della pianta. Il Centro Botanico di Milano, che collabora da anni con Giuseppe, ha trovato nel suo riso la vitamina C, scomparsa nel riso da molto tempo.

Consulta l’autocertificazione della Cascina Casalina in cui dichiara di rispettare il disciplinare di Filiera Corta Solidale.

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