Cambiamenti ambientali

Quali sono le condizioni del pianeta che l’umanità non deve violare per evitare il rischio di cambiamenti ambientali globali catastrofici?

Il team di scienziati ed esperti di sostenibilità guidato da Johan Rockström ha cercato di rispondere, definendo uno “spazio operativo sicuro” in cui poter agire senza compromettere il futuro del pianeta.

Il poligono intcerchio Rockstrom it 2erno giallo rappresenta lo spazio operativo sicuro delimitato dai confini planetari, tre dei quali sono stati già superati (perdita di biodiversità, ciclo biogeochimico dell’azoto e cambiamento climatico).

Lo studio individua alcune “soglie” caratteristiche di nove processi-chiave legati alla capacità del sistema Terra di autoregolarsi, su cui l’umanità ha potere di intervenire: cambiamento climatico, perdita di biodiversità, variazione del ciclo biogeochimico dell’azoto e del fosforo, acidificazione degli oceani, consumo di suolo e di acqua, riduzione della fascia di ozono nella stratosfera, diffusione di aerosol in atmosfera e inquinamento chimico.

Per ognuno di questi processi è stata individuata una variabile di controllo (ad esempio la concentrazione di CO2 in atmosfera per il cambiamento climatico) che non dovrebbe superare un certo valore, pena la destabilizzazione del sistema: se la soglia viene superata la relazione tra variabile di controllo e processo associato diventa non-lineare, così che un cambiamento minimo della prima è in grado di produrre un cambiamento catastrofico nel secondo.

Tra le soglie già superate, quella del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e del ciclo dell’azoto.

Il primo si calcola tenendo conto della quantità di CO2 presente nell’aria (misurata in ppm) e il forcing radioattivo, cioè la differenza tra l’energia assorbita dalla terra e quella rilasciata nello spazio (watt per metro quadrato). Nel novembre 2012 il primo parametro era di 392,65 ppm invece dei 350 auspicati, mentre il secondo superava 1,5 w/m2 (la soglia è 1).

La perdita di biodiversità si calcola sulla base del tasso di estinzione, cioè il numero annuo di specie estinte per milione. Oggi questo valore è oltre 100 volte quello stabilito: 10.

Per la soglia del ciclo dell’azoto, infine, si considera la quantità rimossa dall’atmosfera per utilizzo umano. Questo valore è stimato in oltre 120 milioni di tonnellate, mentre la cifra accettabile dovrebbe essere 35.

Il superamento di queste soglie rischia di diventare una concausa per l’abbattimento degli altri confini. I valori di questi ultimi dipendono infatti in modo variabile dagli stessi parametri.