2 luglio 2018

Incontro con Bruno Sebastianelli: presidente della Terra e il Cielo

Venerdì sera a Castelleone abbiamo incontrato Bruno Sebastianelli, presidente della cooperativa marchigiana La Terra e il Cielo, nostro fornitore di pasta.
La chiacchierata con Bruno è stata molto interessante e speriamo di poterlo avere presto nostro ospite.
Nel frattempo, proviamo a restituire il clima della serata e a riassumere alcuni degli aspetti più interessanti che sono emersi durante l’incontro.

La Terra e il Cielo nasce a Senigallia nel 1980 con un progetto di agricoltura biodinamica su 32 ettari di terreno presi in affitto.
Il primo stipendio di questo piccolo gruppo di giovani pionieri arriva nel 1986 (qualcosa che ricorda molto da vicino la storia di Filiera Corta Solidale e l’importanza della componente motivazionale e di volontariato senza le quali progetti di questo tipo non potrebbero nascere e camminare).

Oggi La Terra e il Cielo conta 100 soci (per la maggior parte piccoli produttori marchigiani), 19 dipendenti e un impianto di stoccaggio e decorticazione.
Per dare un’idea delle dimensioni, in totale ogni anno vengono lavorati 15.000 quintali di prodotto (in media ogni azienda conferisce 150 quintali di prodotto l’anno): una realtà piuttosto piccola quindi.
Il tecnico aziendale segue tutte le aziende, dalla semina al raccolto.
Le lavorazioni di macinatura e pastificazione sono invece per il momento affidati a terzi.
In particolare:
– farine integrali (la macinatura a pietra mantiene il germe di grano): molino a pietra Spoletini di Arcevia (AN);
– farine di semola: molino a cilindri Italcer di Ancona;
– pasta integrale e di farro: pastificio Di Antonio di Teramo;
– pasta trafilata al bronzo: pastificio Iannini di Monteprandone (AP);
– formati speciali e semintegrale di farro: pastificio De Luca di Chieti.

Bruno ci ha raccontato che questo è un momento particolarmente difficile per le piccole produzioni: con l’esplosione dei prodotti biologici nella Grande Distribuzione e la corsa al bio dei grandi marchi, le aziende storiche sono infatti entrate in crisi.

C’è bio e bio.
Da un punto di vista agronomico, il biologico “vero” è quello che aumenta la fertilità dei terreni.
Ed è anche quello che salvaguarda il territorio, che contribuisce a ridurre il riscaldamento climatico, che tutela la biodiversità e il paesaggio.
Da un punto di vista qualitativo, le differenze tra biologico industriale e biologico “vero” possono essere facilmente evidenziate mettendo a confronto i valori nutrizionali per prodotto.
Il biologico industriale non è necessariamente garanzia di qualità.
Ad esempio, nel caso della pasta, l’essiccazione veloce ad alte temperature (100-150°) ha costi molto inferiori rispetto a quella a basse temperature (45-50°), non solo perché i tempi di essiccazione sono molto ridotti, ma per la qualità stessa delle materie prime impiegate: l’essiccazione veloce sterilizza tutto e può quindi permettersi di impiegare materie prime di scarsa qualità, mentre l’essiccazione lenta richiede necessariamente materie prime di alta qualità.

Per questi motivi, nella consapevolezza che la difesa di un modello alimentare e agricolo eco-compatibile non dipende da percorsi individuali,  la cooperativa La Terra e il Cielo è impegnata in reti e progetti di economia solidale, aderendo a:
Rete Semi Rurale (per la tutela e lo scambio di semi, con particolare attenzione alle varietà più resilienti ai cambiamenti climatici);
Rete Italiana di Economia Solidale;
– Certificazione Carbon Footprint (l’impronta ecologica) di prodotto;
Rete Humus a difesa del “vero” biologico, con la collaborazione del prof. Franco Berrino.

Speriamo non manchi presto l’occasione per approfondire questi discorsi e intensificare la nostra collaborazione.