24 Agosto 2020

Non chiamiamoli eventi eccezionali

Ieri l’ennesimo violentissimo nubifragio si è abbattuto sul nostro Paese. Questa volta è successo a Verona, a due passi da casa nostra.
In pochi minuti le strade si sono trasformate in fiumi di grandine e acqua. Nessuno è rimasto ferito per fortuna.
Nelle prossime ore assisteremo al solito balletto di polemiche e scambi d’accuse, chi a difendere, chi a attaccare l’amministrazione di turno. Come se, al di là delle responsabilità, ancora tutte da accertare, in merito alla manutenzione ordinaria (che forse avrebbe potuto limitare i danni), e in alcuni casi alla manutenzione del territorio, fosse davvero possibile prevedere e difendersi da fenomeni così estremi.
Continuiamo a ignorare i cambiamenti climatici, probabilmente la minaccia più seria che l’umanità intera è chiamata ad affrontare nei prossimi anni.
Continuiamo a comportarci come se nulla fosse, perpetuando un modello di sviluppo e stili di vita che sono causa del problema. Ma la Natura non si cura di noi e delle nostre politiche da struzzo e gli effetti degli squilibri ecologici si fanno sempre più frequenti e violenti.

Prima inizieremo a capire che il problema siamo noi (il nostro sistema energetico, il nostro sistema di trasporti, il nostro sistema alimentare) e meglio sarà.

Per approfondimenti riportiamo la sintesi del rapporto speciale dell’IPCC sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali: Sintesi IPCC