Bodini

Emanuele Bodini è un ragazzo molto giovane con la passione per la terra e tanta sensibilità ambientale. Finito il ciclo di studi, lui è perito agrario, sceglie di mettere in pratica quanto appreso sui banchi di scuola partendo letteralmente dal nulla: prende in affitto dei campi e acquista le prime attrezzature, appoggiandosi all’aiuto di esperti del settore. Intraprende immediatamente il percorso di certificazione biologica ed entra subito in contatto con la rete di produttori bio del territorio (molti dei quali ragazzi giovani che ormai affiancano i genitori nella conduzione dell’azienda: Lorenzo Cavalli di Casalmaggiore, Giovanni e Pietro de L’Ambiente Naturale, Luca di Lago Scuro, Beatrice di Ca’ de Alemanni): va a conoscerli, chiede, osserva, impara.
L’attività, avviata nel 2019, si consolida e nel 2024 si unisce anche il fratello Giovanni.
Quando siamo andati a trovarli nella loro azienda a Cingia di Botti, abbiamo avuto una sensazione di grande determinazione, pragmaticità e competenza. Pochi principi guida: cibo sano, stagionalità e rispetto dei cicli naturali, trasparenza. Ci siamo intesi subito.

Superficie aziendale coltivata: 5,5 ettari, di cui la metà in proprietà.

Numero di dipendenti: trattandosi di una realtà famigliare, i lavoratori sono gli stessi titolari. Nel pieno della campagna estiva, può capitare di assumere un paio di dipendenti se le forze di Emanuele e Giovanni non bastano.

Sementi e piantine: vengono acquistati da vivaisti biologici certificati, in particolare: Piantine la maggior parte acquistiamo ovviamente certificate bio da: Codeluppi Pietro orticola, Barbieri Agostino vivai e
Vivai Ravasini.

Semina: per alcune colture (spinaci, rapanelli, fagiolini, zucca) si parte dal seme, mentre per la maggiorparte si ricorre a trapianti meccanici, alcuni (meloni e angurie) sono effettuati ancora manualmente.

Coltivazione: il controllo delle infestanti viene fatto tramite sarchiatrici e multi frese (anche se la zappa è ancora molto utilizzata) e tramite l’utilizzo di pacciamature. Anche le rotazioni aiutano. I trattamenti sono ridotti al minimo indispensabile e se necessari, esclusivamente con metodi biologici.

Irrigazione: a goccia o a pioggia, a seconda del tipo di coltivazione. quasi esclusivamente a goccia; l’unica a pioggia riguarda le colture invernali (cavoli, radicchi e finocchi), mentre per l’insalata si ricorre alla microirrigazione.

Rotazioni: le colture vengono ruotate continuamente, in particolare si alternano un cerale e una orticola.

Raccolta: manuale a scalare, in base alla maturazione dei prodotti.