Lettera di Elda Pagliari: saluti e motivazioni della chiusura

Con questa bella lettera di congedo, Elda Pagliari illustra le ragioni che l’hanno portata a chiudere l’attività dopo tanti anni di lavoro condotto con grande rigore e determinazione, lei pioniera del bio e una delle poche donne in un settore a forte prevalenza maschile.
In Elda abbiamo sempre trovato un’interlocutrice attenta e generosa. Fin da subito ha condiviso con noi l’idea che per rifondare l’agricoltura e il sistema del cibo occorre stabilire un’alleanza tra piccoli produttori e consumatori, uscendo da una logica competitiva che ci vede schiacciati gli uni contro gli altri.
Di lei conserviamo in particolare tre ricordi:
- uno – all’inizio della nostra avventura – quando cercavamo una “casa” e lei si offrì di ospitarci provvisoriamente nella sua cascina, in un appartamento al primo piano con accesso dal barchessale. Probabilmente la sede più scomoda che abbiamo mai avuto, sicuramente la più poetica;
- un altro – più recente – quando per contrastare l’ondata speculativa innescata dalla guerra in Ucraina, unica in netta controtendenza decise di rivedere il suo listino al ribasso per ribadire il diritto di tutti a un cibo buono, pulito e sano;
- l’ultimo risale all’estate scorsa. Insieme a Beega avevamo organizzato una biclettata per visitare le aziende agricole di “seconda fascia”, quelle fuori dai circuiti più turistici che di solito restano un po’ in ombra. La tappa da Elda era la prima di un percorso di 40 km, per cui avevamo previsto un ristoro leggero per non appesantirci e rimetterci in sella rapidamente. Elda ci accolse con grande entusiasmo e al termine della visita ci fece trovare una tavola imbandita a festa, con tanto di prosecco e dolce. Convincere le persone a ripartire fu un’impresa, qualcuno non se ne voleva più andare!
Grazie Elda. Orgogliosi di aver percorso un lungo tratto di strada insieme.
















