Civiltà transumanti: incontro con la regista Anna Kauber

Nell’ambito della rassegna Camminare su un Filo di seta, in collaborazione con il Festival dei diritti promosso da CSV Lombardia Sud, giovedì 19 marzo alle ore 18 presso l’aula magna del Politecnico di via Bissolati 34, avremo nostra ospite la regista Anna Kauber per un dialogo intorno al suo ultimo lavoro: Civiltà transumanti.

A seguire è prevista una degustazione di formaggi dell’azienda Bianchessi.

Anna Kauber (Parma, 1959) è regista, scrittrice e paesaggista, nota per la sua ricerca sulle tematiche sociali del mondo rurale. Architetta di formazione, indaga con sensibilità femminista il legame tra uomo, terra e paesaggio. Dopo il successo di In questo mondo, nel 2025 ha girato il docufilm Civiltà transumanti, che prosegue la sua analisi sulla resilienza delle comunità marginali. La sua visione etica, guidata da una profonda “gerarchia dei valori”, trasforma il racconto del lavoro rurale in uno strumento di sostenibilità sociale e culturale. Il suo sguardo è oggi un punto di riferimento per il Terzo Settore nella narrare la cura del territorio come atto politico e collettivo.

Il lungometraggio, prodotto anche con il sostegno della Fondazione San Bonaventura, nasce dall’incontro della regista con il volume di Alberico Bojano, La ricchezza delle pecore, e racconta per immagini il nostro straordinario territorio del Matese, che fa da teatro all’attività pastorale e agli straordinari protagonisti che mantengono testardamente viva la pastorizia ai giorni nostri.

Nel film vedremo ed ascolteremo uno degli ultimi pastori di San Gregorio Matese che ha vissuto il tempo della transumanza, che nei suoi dialoghi con Bojano ci riporterà proprio alle vicende e alle vite ricostruite nel libro di quest’ultimo. Ma ascolteremo anche le voci di chi oggi, in condizioni diverse, mantiene vivo il mondo dell’allevamento delle pecore, dei prodotti da esso ricavati e di una piccola comunità che orgogliosamente racconta il suo presente.

Un presente ricco dell’eredità del passato ma anche capace di farci intravedere un futuro per queste terre, difficile certo ma necessario, per chi le abita ma anche per un’Italia che sta scoprendo di aver bisogno delle Terre alte e delle Aree interne per risolvere molte delle sue contraddizioni.

 

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