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Seminiamo il Futuro: sabato 1 ottobre ore 15 raccolta collettiva di semi

Sabato 1 ottobre alle ore 15 ci troveremo alle Colonie Padane per un momento di raccolta collettiva dei semi. Impareremo a riconoscere i semi più adatti e disponibili in questa stagione e come conservarli correttamente in attesa del momento della semina.
Un momento piacevole, in mezzo al verde, adatto a tutte le età e un’occasione per conoscerci.

Sarà anche l’occasione, per chi lo vorrà, di visitare il Festival del benessere Cremona Olistica in programma sabato 1 e domenica 2 ottobre, dalle ore 9:00 alle 19:00, sempre alle Colonie Padane di Cremona.

 

Il problema del riscaldamento globale dipende dall’anidride carbonica e si affronta in due maniere: da una parte non se ne deve produrre più ma questo lo sappiamo; dall’altro sappiamo anche che l’anidride carbonica già presente nell’atmosfera può essere sottratta attraverso le piante. Se noi piantassimo un numero sufficiente di alberi, potremmo riportare indietro l’anidride carbonica non a livello preindustriale ma comunque ridurre di due terzi il disavanzo cioè il surplus rispetto al periodo preindustriale.
Stefano Mancuso, biologo.

 

Una risposta efficace ai cambiamenti climatici? Piantare alberi! Il più possibile.
Ne è convinto Cesare Fornis, anima dell’azienda biologica Noi e la Natura (la prima in Italia ad aver ottenuto la certificazione per allevamento avicolo senza l’uso di antibiotici).
Attento osservatore della natura e dei suoi comportamenti, Cesare è stato tra i fondatori del gruppo ecologico El Muroon che nel cremonese ha piantato centinaia di alberi e dato vita ad alcuni boschi.

Da un po’ di tempo Cesare ha un’idea fissa: piantare più alberi possibile per contrastare i cambiamenti climatici.
Il problema maggiore sono i costi. E i numeri. Trapiantare 1 milione di alberi ha costi elevatissimi, soprattutto relativi alla manutenzione dei primi anni, perché finché non sviluppano un apparato radicale sufficiente, le giovani piante hanno bisogno di un’irrigazione costante (non a caso la percentuale di moria è molto alta).
E poi occorrerebbe un enorme sforzo vivaistico, perché le piantine al momento non sono disponibili, non in questi numeri.
L’idea di Cesare? Partire dal seme. In natura funziona così. I semi sono disponibili gratuitamente, basta raccoglierli. Le piantine, come avviene in natura, crescono sviluppando prima l’apparato radicale. Non hanno bisogno di nessuna manutenzione. Trovano l’acqua da sole.
L’unica accortezza è proteggere i semi dagli animali (topi, uccelli) che ne sono ghiotti.

E così Cesare ha iniziato a sperimentare…
L’inverno scorso ha piantato semi di quercia, proteggendoli con tubi alti una ventina di centimetri.
Queste foto, scattate a fine luglio, ritraggono le prime piantine nate. Nonostante l’enorme siccità di questa estate, non ne è morta nemmeno una.
Certo, alcune cose vanno migliorate. Non tutti i semi germinano, indicativamente solo il 50%. Meglio quindi piantare 2 o 3 semi alla volta e prevedere un’altezza maggiore dei tubi.
In questo modo si perdono un paio d’anni è vero, ma rispetto ai trapianti c’è una riduzione drastica della percentuale di moria e un aumento notevole delle possibilità di successo. Con un abbattimento drastico dei costi.

 

 

Cosa possiamo fare per sostenere questo progetto come Comunità?
Organizzare una rete di persone per raccogliere i semi (in autunno, si comincia adesso) e poi per seminare (in inverno). E’ un’attività piacevole che si può fare anche con i bambini.
E soprattutto creare contatti per trovare terreni disponibili: agricoltori, privati, amministrazioni comunali. Più siamo più alberi riusciremo a piantare.

La prima assemblea del progetto bosco diffuso SeminiAMO il Futuro si è svolta venerdì 16 settembre presso la sedi di Filiera Corta Solidale.
Come primo punto abbiamo concordato sulla necessità di ampliare il più possibile la rete per valorizzare le nostre relazioni e intercettare più energie possibili a sostegno di questo progetto (scuole, associazioni, comitati di quartiere, sindaci, istituzioni, agricoltori…).
La priorità principale è trovare terreni in cui seminare/piantare gli alberi. Cerchiamo sia appezzamenti importanti sia piccole aree messe a disposizione da scuole o privati.
Sappiamo che per raggiungere un risultato apprezzabile occorre puntare sulla complementarietà degli approcci. La tecnica della semina suggerita da Cesare e quella del trapianto possono sicuramente convivere. Sappiamo però che le giovani piante, una volta interrate, avranno bisogno di una maggiore manutenzione ed è quindi opportuno tenerne conto nel momento in cui andremo a individuare la sede dei trapianti.
Alcune realtà hanno offerto spazi e competenze per coltivazioni in vivai.



Sabato 24 settembre
ci saremmo dovuti incontrare alle Colonie Padane per un momento di raccolta collettiva di semi. Purtroppo le condizioni meteo non lo hanno permesso. L’appuntamento è rimandato.
Nel frattempo con chi era presente abbiamo condiviso alcune semplici indicazioni per imparare a riconoscere i semi più adatti disponibili  in questa stagione dell’anno. Per il momento abbiamo deciso di concentrarci su ghiande di quercia (alle Colonie Padane se ne trovano diverse) e semi di acero.
Le ghiande non devono presentare buchi né essere molli, in caso contrario significa che sono state aggredite da parassiti e molto probabilmente non sono più fertili. Se sono verdi devono essere lasciate a maturare (vedi indicazioni per una corretta conservazione).
Per una corretta conservazione i semi vanno tenuti in cassetta di legno coperti da pezzi di corteccia, legno e foglie.
Quando le ghiande appariranno mature bagnare le foglie per mantenere l’umidità necessaria.
Per il momento il punto di raccolta dei semi è presso Filiera Corta Solidale, in via dell’Annona 11 (ex Mercato Ortofrutticolo di Cremona): ci trovate tutti i martedì pomeriggio dalle 15 alle 19.

 

 

Michel Marchi del Comune di Gerre de’ Caprioli è il primo sindaco ad aver messo a disposizione del progetto un ettaro di terreno per mettere a dimora i primi semi. Siamo fiduciosi che altri seguiranno il suo esempio!
Grazie al comune di Gerre, sempre sensibile al tema dell’ambiente.

 

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