18 Marzo 2019

Progetto DISTRETTO AGRICOLO SOLIDALE CREMONESE

Leggere le città dal punto di vista dei sistemi alimentari consente di entrare nel profondo del suo metabolismo. Per questa ragione pensare al rapporto tra città e campagna significa comprendere il rapporto tra l’alimentazione e il nostro modello di sviluppo.

I sistemi alimentari pervadono la vita stessa della città, poiché impattano su moltissime dimensioni del vivere. Questi aspetti si intrecciano con la vita quotidiana dei cittadini, con le iniziative messe in atto dal settore privato, con le azioni del terzo settore e con le competenze e gli ambiti di intervento del governo locale della città. Azioni diverse che agiscono a scale diverse e coinvolgono attori diversi, producendo relazioni multilaterali ma settoriali che occorre legare insieme all’interno di visioni di lungo periodo.

In quest’ottica il sistema del cibo rappresenta un elemento chiave per misurare ed orientare la sostenibilità di un intero territorio, specialmente per una città inserita in un contesto agricolo come Cremona.

L’idea che l’agricoltura non sia riducibile alla mera dimensione della produzione di cibo, ma costituisca un fattore strutturale per riequilibrare i rapporti ambiente-sviluppo; città-campagna; salute-prevenzione; mercato globale-specificità degli stili di vita è un’idea fortemente condivisa nell’ambito dell’economia solidale.
In particolare i GAS costituiscono da alcuni anni il veicolo principale attraverso il quale si sono diffusi in modo capillare non solo i temi dell’attenzione alle qualità del prodotto, ma anche una modalità concreta attraverso la quale garantire l’accesso a un cibo sano, ecologico, solidale mediante la sottoscrizione di specifici “patti di acquisto” tra consumatori e produttori.

In tutta Lombardia sono attive diverse organizzazioni, distretti e reti di GAS. In tutti i casi i GAS hanno puntato unicamente come target di riferimento alle famiglie dei propri associati, in alcuni casi sono stati sviluppati processi di garanzia partecipata (Varese, Como, Monza, Parma, Modena), in altri i GAS hanno progettato specifiche filiere (Monza, Parco Sud), in altri ancora i GAS hanno organizzato mercati per i produttori (Como, Mantova, Bergamo), da ultimo hanno programmato servizi di consegna a domicilio di frutta e verdura (Varese, Corsico, Pavia, Padova, Brescia), in un solo caso hanno connesso una rete di ristoranti al sistema dei GAS (Brescia).

La proposta del progetto “Distretto agricolo solidale cremonese” punta a caratterizzare Cremona come luogo nel quale sperimentare la prima connessione tra domanda istituzionale ed offerta locale organizzata secondo i principi dell’economia solidale.

 

Obiettivi del progetto
Il progetto si prefigge l’obiettivo di agire sul sistema alimentare, creando la prima esperienza italiana di connessione strutturata tra economia solidale e ristorazione collettiva istituzionale. I proponenti individuano infatti nella produzione e nel consumo di cibo locale il driver in grado di unire due ambiti (città e campagna) all’interno di un contesto nel quale le distanze tra centro e periferia appaiono sempre più lontane e marcate. Per sua natura il cibo rappresenta l’anello di congiunzione in grado di evocare aspetti culturali, economici, sociali, ambientali e territoriali che nessun altro driver può agire simultaneamente.

 

Le azioni

  • condivisione di un disciplinare di produzione che stabilisca criteri di sostenibilità ecologica e sociale
  • analisi dei flussi di approvvigionamento e identificazione di possibili filiere pilota per sperimentazione test nella ristorazione istituzionale
  • definizione di un indice di resilienza delle produzioni, secondo la partecipazione a diverse tipologie di certificazione (biologico, solidale, distanza di produzione, quantità di lavoro generato, salute)
  • pianificazione, organizzazione, realizzazione e verifica test pilota nella ristorazione collettiva pubblica e privata (mense, feste, sagre, ristoranti)
  • momenti di formazione sulle potenzialità di un sistema alimentare locale sostenibile
  • potenziare il sistema distributivo dotandolo di nuovi servizi: la consegna a domicilio e il servizio di ritiro presso uno spazio fisico appositamente allestito
  • analisi del sistema alimentare cremonese (produzione, trasformazione, consumo, eccedenze) con particolare attenzione alle sue relazioni con la società, l’economia, l’ambiente
  • attività di comunicazione, informazione, sensibilizzazione, educazione rivolte a consumatori, cittadinanza, bambini (scuole), anziani e lavoratori (Cremona Solidale)

 

I partner

CAPOFILA – Filiera Corta Solidale è una cooperativa sociale nata nel 2016 per iniziativa dell’associazione GAS Filiera Corta Solidale (2010). Frutto di un lungo percorso di condivisione intorno ai temi dell’economia solidale, della filiera corta e del consumo responsabile, la Cooperativa lavora per favorire l’accesso a prodotti sani, naturali, a km0.
La cooperativa fornisce servizi collettivi a una ventina di GAS attivi a Cremona, 900 persone supportandole nella logistica degli acquisti collettivi alimentari con un fatturato di 200.000€/anno, i GAS sono connessi a una trentina di produttori locali, molti dei quali biologici e 4 dei quali convertitisi grazie alla presenza di un’organizzazione di GAS.

PARTNER – Economia e Sostenibilità EStà è un centro di ricerca e formazione che agisce come un think tank, proponendo un approccio sistemico ed integrato alle questioni della sostenibilità. EStà studia, progetta ed accompagna verso la creazione di modelli di sviluppo territoriale integrato e processi di economia circolare, supportandone l‟implementazione pratica.

PARTNER – Comune di Cremona è un ente locale altamente sensibile ai temi della sostenibilità applicata al sistema alimentare. Nel 2015 ha aderito al Milan Urban Food Policy Pact, un patto volontario promosso nel 2015 ed attualmente sottoscritto da 135 città in tutto il mondo, impegnando i sindaci (in quanto leader delle proprie comunità) a lavorare per sviluppare sistemi alimentari sostenibili, inclusivi, resilienti, sicuri e diversificati, per garantire cibo sano e accessibile a tutti in un quadro d’azione basato sui diritti, allo scopo di ridurre gli scarti alimentari e preservare la biodiversità e, al contempo, mitigare e adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici.

PARTNER – Cremona Solidale è un’Azienda Speciale Comunale per i Servizi alla Persona è un ente pubblico economico con personalità giuridica. L’azienda gestisce diverse strutture, quali: una clinica della riabilitazione, ambulatori e servizi specialistici, 3 residenze sanitarie assistenziali (Mainardi, Somenzi ed Azzolini); una comunità alloggio anziani (Duemiglia); 4 centri diurni per anziani (Barbieri, Ozanam e Soldi); un servizio di assistenza domiciliare integrata; un servizio di assistenza a domicilio per anziani; 3 centri diurni disabili (Tofane, Mincio e Platani); una comunità socio sanitaria (Cattaro). Complessivamente eroga quotidianamente a 390 persone due pasti al giorno ed a 185 utenti un pasto diurno. Dispone inoltre 407 dipendenti, utenti di una mensa interna.

PARTNER – Fondazione San Facio rappresenta il soggetto giuridico che organizza le attività di Caritas Cremonese, gestendo il sistema di accoglienza nella città di Cremona per soggetti meno abbienti ed immigrati e recuperando eccedenze alimentari ancora utilizzabili per l’alimentazione umana erogando quotidianamente 400/500 pasti al giorno. Dal 1997 è stata avviata la Casa dell’Accoglienza, per favorire un’azione più tempestiva e coordinata per l’accoglienza degli immigrati all’interno della città di Cremona.

Progetto finanziato da Fondazione Cariplo – Bando Comunità Resilienti