Il cambiamento climatico è arrivato anche da noi

In queste ore la nostra città ferita ha fatto il giro di web e telegiornali. Il mondo della politica si è giustamente immediatamente mobilitato per esprimere la propria solidarietà al sindaco Virgilio, dal Presidente Mattarella alla Presidente del Consiglio Meloni.
Fare polemica non è nel nostro stile, tanto più a ridosso di una grave emergenza come questa.
Ben venga l’unione delle forze, al di là di ogni appartenenza, quando si tratta di ricostruire e aiutare qualcuno a rialzarsi.
La politica delle ricostruzioni e dei rimborsi però, per quanto necessaria, non basta più. Ormai tutti stiamo prendendo atto che eventi meteorologici estremi saranno purtroppo sempre più comuni e che per minimizzare i danni occorre uscire da una logica emergenziale per abbracciare una politica di pianificazione, mitigazione e adattamento. In altre parole, dobbiamo trovare il coraggio, la forza e l’unità di intenti per cambiare rotta e garantire a tutti una qualità di vita nel prossimo futuro. È necessario che tutti iniziamo a fare la nostra parte, ciascuno per il suo livello di competenza. E dobbiamo farlo ora perché, come da anni ripete il climatologo Luca Mercalli, i processi fisici legati al riscaldamento globale (come l’accumulo di CO₂, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari) seguono dinamiche geometriche ed esponenziali e la natura non negozia con i tempi della burocrazia umana o della politica. Siamo già in ritardo, non possiamo più permettersi il lusso di continuare con le vecchie ricette come se niente fosse.
I dati e i rapporti delle massime autorità climatologiche, come l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico), l’ENEA e il CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), tracciano una chiara linea d’azione divisa tra i compiti dei governi centrali e delle amministrazioni locali.
- Pianificazione energetica e graduale abbandono delle fonti fossili: Approvare leggi quadro per azzerare le emissioni nette entro il 2050 (decarbonizzazione). Questo include il blocco progressivo dei sussidi ai combustibili fossili e la semplificazione burocratica per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili (eolico, solare).
- Riforma della fiscalità ecologica (Carbon Pricing): Introdurre una tassazione sulle emissioni di carbonio per far pagare alle grandi industrie il costo sociale dell’inquinamento, incentivandole a investire in tecnologie pulite.
- Finanziamento e attuazione del PNACC: Rendere operativo e finanziare adeguatamente il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC).
- Grandi infrastrutture e trasporti: Finanziare la rete ferroviaria nazionale a scapito del trasporto aereo e stradale, e investire nel potenziamento e nella messa in sicurezza della rete elettrica per accogliere le energie rinnovabili. Investire nel trasporto merci su rotaia per evitare che il cibo viaggi prevalentemente su gomma.
- Incentivi al Carbon Farming e agroecologia: Sostenere l’applicazione del regolamento europeo Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF). La politica nazionale deve finanziare gli agricoltori che adottano colture di copertura o pratiche di rotazione dei pascoli per trasformare i suoli agricoli in veri e propri “assorbitori” di carbonio anziché fonti di emissione.
- Riconversione degli allevamenti intensivi: L’allevamento è tra i massimi emettitori di metano. Lo Stato può guidare la transizione disincentivando le macro-strutture intensive e sostenendo gli allevamenti estensivi e il benessere animale.
- Legge quadro sul consumo di suolo: L’Italia sconta da anni un vuoto legislativo cronico. La politica nazionale deve approvare una legge nazionale sul consumo di suolo allineata all’obiettivo dell’Unione Europea: azzerare il consumo di suolo netto entro il 2050.
- Tassazione e disincentivi fiscali sulla cementificazione: Introdurre una forte tassazione (contributi di costruzione maggiorati) per chi decide di edificare su suoli agricoli o naturali, rendendo questa opzione molto più costosa rispetto al recupero dell’esistente.
- Fondi strutturali per la bonifica e il riutilizzo: Finanziare i Comuni per mappare e bonificare le aree industriali dismesse (i cosiddetti brownfields) e i complessi abbandonati, coprendo i costi extra che spesso scoraggiano i costruttori privati dal recuperare il vecchio patrimonio edilizio.
- Riforma della PAC (Politica Agricola Comune): Vincolare una fetta sempre maggiore di fondi pubblici alla protezione dei suoli agricoli dall’erosione, promuovendo il divieto di aratura profonda e incentivando l’agricoltura conservativa che mantiene il suolo vivo e coperto di vegetazione.
- Rigenerazione urbana e forestazione: Creare cinture verdi urbane e piantare alberi per contrastare l’effetto “isola di calore”. Aumentare le superfici permeabili riduce anche il rischio di alluvioni lampo durante le piogge torrenziali.
- Piani di mobilità sostenibile (PUMS): Disincentivare l’uso dell’auto privata elettrificando i trasporti pubblici, ampliando le zone pedonali, le ZTL e realizzando reti di piste ciclabili sicure e connesse.
- Efficientamento dell’edilizia locale: Promuovere la riqualificazione energetica degli edifici pubblici (scuole, uffici) e isolare termicamente i quartieri popolari, riducendo drasticamente i consumi legati a riscaldamento e climatizzazione.
- Piani di emergenza e Hub climatici per la salute: Attivare sistemi di monitoraggio locale e allerta precoce per le ondate di calore, sul modello di strumenti scientifici avanzati come il Roma Climate Hub del CMCC, e istituire “centri di raffreddamento” pubblici per proteggere le fasce di popolazione più vulnerabili.
- Economia circolare: Riorganizzare la gestione dei rifiuti per massimizzare la raccolta differenziata e ridurre la produzione di plastica, limitando le emissioni derivanti dagli inceneritori e dalle discariche.
- Green Public Procurement (Appalti Pubblici Verdi): È una delle armi locali più potenti. I Comuni gestiscono le mense scolastiche, ospedaliere e comunali. Applicando i Criteri Ambientali Minimi (CAM) del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), le amministrazioni locali premiano gli appaltatori che utilizzano cibi biologici, a chilometro zero (prodotto entro i 70 km) e da filiera corta (massimo un intermediario).
- Politiche locali del cibo (Food Policy): Grandi aree urbane (come Milano o Roma) adottano piani strategici cittadini per mappare i flussi alimentari. L’obiettivo è facilitare l’accesso a cibi sani a basso impatto carbonico anche nei quartieri periferici o svantaggiati.
- Lotta locale allo spreco alimentare: Lo spreco di cibo genera circa l’8-10% delle emissioni globali. I Comuni possono introdurre sconti sulla tassa dei rifiuti (TARI) per i supermercati e i ristoranti che donano le eccedenze alimentari a enti del terzo settore, oltre a finanziare centri di compostaggio locale per i rifiuti organici restanti
- Azzeramento delle previsioni di espansione nei PUG: I Comuni, attraverso i Piani Urbanistici Generali (PUG), devono cancellare le vecchie aree di espansione edilizia non ancora edificate. La regola aurea deve diventare: espansione zero al di fuori del perimetro urbano consolidato.
- Il principio del “Riuso per primo”: Subordinare il rilascio di qualsiasi nuovo permesso di costruire alla dimostrazione che non esistano, nel territorio comunale, edifici dismessi o aree degradate idonee a ospitare quella stessa funzione (residenziale, commerciale o industriale).
- Regolamenti edilizi per la permeabilità: Obbligare i costruttori a garantire alti indici di permeabilità del suolo nelle nuove ristrutturazioni. Questo significa vietare le grandi distese di asfalto nei parcheggi o nei cortili condominiali, imponendo pavimentazioni grigliate ed erba, fondamentali per far assorbire l’acqua durante le piogge torrenziali (evitando i dissesti idrogeologici).
- Cinture verdi e vincoli regionali: Le Regioni devono istituire parchi agricoli sovra-comunali e “cinture verdi” attorno alle grandi città per bloccare la saldatura delle periferie (lo sprawl urbano) e proteggere i corridoi ecologici che permettono alla biodiversità di spostarsi e sopravvivere al riscaldamento globale.














